Displasia retinica

La Displasia Retinica Multifocale (Multifocal Retinal Dysplasia) è una condizione caratterizzata da lesioni multiple della retina, che mostra pieghe vermiformi, lineari, triangolari, curve o leggermente ramificate. In molti casi le condizioni del soggetto affetto migliorano notevolmente con la crescita del cane e quindi del suo occhio. Le lesioni sono spesso asimmetriche nei due occhi. Riguardo alla modalità di ereditarietà si presuppone che in diverse altre razze la displasia retinica sia trasmessa da geni recessivi.

 

Cataratta

La cataratta è una parziale o completa opacità della lente e/o della sua capsula. Può essere parziale e cioè localizzata in un’area oppure riguardare l’intera lente. In quest’ultimo caso, e quando siano colpiti entrambi gli occhi, determina cecità. La condizione si manifesta in genere nei cani dai quattro ai sei anni, è per lo più bilaterale e progredisce lentamente. Quando non è associabile ad alcun trauma o infiammazione o comunque non può essere considerata effetto di altre patologie oculari o sistemiche, sarà prudente considerare la condizione come ereditaria.

 

Lussazione della lente

La lussazione della lente può essere parziale (sublussazione) o completa. Nel secondo caso si verifica lo spostamento completo della lente dalla sua normale posizione anatomica, dietro il foro pupillare. Quando non è associata a traumi o infiammazioni, si può presumere che si tratti di una condizione primitiva, possibilmente ereditaria. La lussazione della lente può avere come risultato una elevata pressione intraoculare (glaucoma), causando conseguente cecità. L’età media in cui compare la patologia è compresa fra i tre e i cinque anni: i cani colpiti dovranno essere tenuti sotto stretto controllo medico, ma nella maggior parte dei casi sarà necessario intervenire chirurgicamente d’urgenza.Generalmente si manifesta prima in un occhio e poi nel secondo.

 

PPM

In caso di Persistenza della Membrana Pupillare (PPM) residui di vasi sanguigni embrionali persistenti stentano a regredire normalmente nel periodo neonatale e si osservano nella camera anteriore dell’occhio. Questi filamenti passano da iride a iride, dall’iride alla cornea oppure dall’iride alla lente. Talvolta, se presenti in forma eccessiva, possono determinare addirittura difficoltà visuali o cecità. La decisione riproduttiva è un’opzione dell’allevatore.

 

PRA

Malattia degenerativa dei fotorecettori, conduce progressivamente alla cecità. Questa patologia è nota anche come Atrofia Progressiva della Retina e potrebbe essere rivelata prima della sua comparsa clinica attraverso un’elettroretinografia. Non si conoscono le modalità della trasmissione ereditaria. I cani affetti devono essere esclusi dalla riproduzione.

  

PHPVL-PHPV

PHTVL-PHPV è l'acronimo di Persistent hyperplastic tunica vasculosa lentis PHTVL) persistent hyperplastic primary vitreous (PHPV) si riferiscono alla persistenza del sistema vascolare embrionale della lente oculare.

 

E' un difetto comune sia agli animali che all'uomo.

 

Fino agli anni '70 era stata fatta soltanto qualche descrizione sporadica di cani con questa patologia. Il primo caso documentato in cane era in un Greyhound (Grimes e Mullaney). Dopo di che ci sono state anche alcune descrizioni di singoli casi di questa anomalia nella letteratura (Keller, Blanchard e Krehbiel, 1972, Gelatt, 1973, Barnett e Grimes, 1973, Rebhun, 1976, Rubin, 1974).

Nel 1978 vi è stato il primo studio preliminare (Stades, vdLinde-Sipman, Gutteling) e nel 1980 in Olanda è stata pubblicata una relazione più dettagliata (Stades)che descrive il verificarsi di PHTVL / PHPV nella popolazione dei Dobermann olandesi. Questa anomalia è stata segnalata anche nello Schnauzer standard (Slatter, 1981), nello Staffordshire Bull Terrier (Curtis, Barnett e Leon 1984, Leon, Curtis e Barnett 1986), e nel Bovaro delle Fiandre (v. Rensburg, Patrick, vdLugt e Smit, 1992).

 

Per aiutare meglio a comprendere e descrivere la diversità dei diversi segni clinici del PHTVL / PHPV gli olandesi hanno suddiviso la patologia in sei gradi, a seconda della gravità dei risultati. (Boeve, Stades, VD Linde-Sipman, Vrensen; Vet Prog & Comp. Ophtalmol. Vol 2, n. 4)

 

 

 

Grado 1 punti pigmentati retrolentali (con un diametro di circa 0,1 mm) ma solo sulla parte posteriore della casula lentale

 

Grado 2 combinazione di punti con una proliferazione del tessuto retrolentale (placca), posizionato sulla capsula posteriore del cristallino

 

Grado 3 placca in combinazione con una parte della tunica vascolare lentinica (-TVL) del sistema vascolare neonatale

 

Gradi 4-5 sono una combinazione dei punti 2 e 3 quindi con una serie di placche e una proliferazione dei tessuti neonatali della tnica vascolare della lente

 

Grado 6 gravi anomalie della lente, per forma e dimensione con gravi disfunzioni oculari (cecità)

 

Si possono accoppiare solo soggetti esenti o con un 1 grado.

 

E' una malattia ereditaria congenita per la quale è giusto testare i soggetti per evitare una patologia altamente invalidante perchè porta alla completa cecità dell'animale affetto.

 

L'esame si effettua da svegli, utilizzando un collirio che aiuta la midriasi (dilatazione della pupilla) e che aiuta la visita specialistica grazie alla quale il veterinario effettuerà un esame del fondo dell'occhio